Televisita e Telemedicina, tutti i vantaggi per il tuo poliambulatorio

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televisita medico-paziente

La relazione medico-paziente è in continua evoluzione, da oltre due millenni: dalle prime teorizzazioni di scienza medica da parte di Ippocrate e Galeno che hanno ispirato tutta l’Età Classica e il Medioevo, alla nuova centralità dell’Uomo (alchimia ed alla magia), ai primi approcci “scientifici” del Rinascimento sino ad arrivare direttamente ai giorni nostri e all’era digitale che porta il medico direttamente dal paziente, dovunque questi si trovi – nella sua abitazione di abituale residenza, al mare, in montagna o in qualsiasi altro posto, senza che nessuno dei due si sposti dal proprio luogo.

Ognuno resta dov’è, superando le distanze geografiche e gli imprevisti che possono rappresentare un ostacolo allo svolgimento della visita medica tradizionale, quella in presenza nell’ambulatorio, dove medico e paziente sono separati solo da una scrivania.

La definizione di televisita data dal Ministero della Salute

Cos’è la televisita o visita medica da remoto? La domanda è necessaria per capire la portata dell’innovazione e definire consigli e buone pratiche alla base delle televisite.
Secondo la definizione fornita dal Ministero della Salute, si tratta di “un atto sanitario in cui il medico interagisce a distanza con il paziente. L’atto sanitario di diagnosi che scaturisce dalla visita può dar luogo alla prescrizione di farmaci o di cure”.

Nelle linee guida nazionali per l’applicazione della telemedicina, è stato precisato che “un operatore sanitario che si trovi vicino al paziente, può assistere il medico” e che “il collegamento deve consentire di vedere e interagire con il paziente e deve avvenire in tempo reale o differito”.
Il paziente ottiene una risposta immediata dal medico ed eventualmente, qualora sia necessario, la prescrizione di farmaci e terapie.

Con la televisita, quindi, si realizza una nuova e moderna modalità di erogazione dei servizi medici che in Italia, come del resto in altri Paesi, ha avuto diffusione nel periodo del lock down conseguente alla pandemia da Covid-19 e all’applicazione di protocolli per il distanziamento sociale necessari per impedire la diffusione del virus.

La diffusione della visita da remoto

I mesi di isolamento hanno fatto scoprire ai pazienti i servizi medici a distanza già esistenti e attivi, a vantaggio della popolazione più anziana, la stessa che ha iniziato a prendere confidenza con gli strumenti di comunicazione usati da figli e nipoti. Quanti nonni hanno imparato a usare Whatsapp per restare in contatto con i propri nipoti? In tal modo sono riusciti a superare le distanze geografie e a non perdere momenti della vita familiare.

Le visite mediche da remoto sono molto importanti oltre che per gli anziani e per quanti sono costretti a letto, per tutte le persone che vivono in località lontane e mal collegate (o per nulla collegate dai mezzi di trasporto), per quelle che hanno difficoltà a deambulare o per coloro i quali non possono o magari non vogliono raggiungere lo studio medico (per esempio per problemi di famiglia o di lavoro o per una questione psicologica), oppure per donne in gravidanza per cui è sconsigliata la mobilità.

televisita donna in gravidanza

Alcuni consigli: prenotazione, connessione, location, piattaforma

Cosa fare per organizzare e svolgere un consulto a distanza? Ecco alcuni consigli utili. Per prima cosa, occorre una prenotazione: la regola di base valida per qualsiasi visita medica in presenza, si applica anche nei casi di visite da remoto. Come i medici sanno molto bene, i pazienti tendono a pretendere che il professionista sia sempre a portata di mano, al telefono o via messaggistica. Va pertanto chiarito il sistema per schedulare l’appuntamento a distanza. I metodi più pratici: tramite telefonata alla segreteria dello studio o via email.

Per la televisita è necessario avere a disposizione uno strumento in grado di mettere in collegamento medico e paziente: pc, smartphone oppure tablet consentono un contatto video e audio e sono alla portata della maggior parte della popolazione. Fondamentale è la connessione alla rete internet. Per non correre il rischio di essere costretti a fare i conti con interruzioni a causa di problemi di connessione, meglio controllarne la stabilità attraverso un test. È vero che la tecnologia, si accompagna spesso a incognite, ma è altrettanto vero che il paziente e il medico, una volta concordata la data per l’appuntamento a distanza sono nelle condizioni di trovare il posto più adatto per il collegamento in termini di copertura dalla rete internet.

Il luogo per lo svolgimento dell’appuntamento dovrà anche essere al riparo da rumori o interferenze: l’ideale è scegliere un ambiente in cui si ha la certezza di non essere disturbati (da evitare, per esempio, stanze attigue a cantieri edili). Quanto al medico, dovrà scegliere una location che assicuri la privacy, così come accade per le visite di persona. Se possibile, è preferibile allestire un angolo del proprio studio per riservarlo alle televisite, in modo da essere pronto ogni volta. Nella propria agenda degli appuntamenti, il medico o la segreteria dello studio dovranno inserire quelli in modalità da remoto. La comunicazione alla segreteria dello studio consentirà di avere una gestione complessiva dell’agenda e di intervenire, qualora si dovessero presentare situazioni di necessità.

Quanto, poi, alle piattaforme on line, lo spettro di scelta è ampio. Sono decisamente da preferire i sistemi di telemedicina professionali non solo perché sono più intuitivi e con un funzionamento più semplice, ma soprattutto perché garantiscano massima sicurezza nella comunicazione di dati sensibili che impongono massima privacy.

Una prestazione professionale a distanza di successo

Per la buona riuscita della visita a distanza è indispensabile che il medico riceva una serie di informazioni sullo stato di salute del paziente: dovrà essere cura dell’utente raccogliere tutta la documentazione che si riferisce a diagnosi già disponibili, terapie eventualmente già in atto, farmaci prescritti, allergie, così come della segreteria dello studio reperire e scaricare la cartella clinica del paziente – meglio se si utilizza un software gestionale professionale di ambulatorio dotato di questa e altre funzionalità.

Allo stesso modo, è opportuno arrivare all’appuntamento con un elenco di domande da sottoporre allo specialista. Così facendo si arriva “preparati” all’incontro, con un risparmio in termini di tempo che giova tanto all’utente, quanto al professionista. Il medico sarà, quindi, anche nelle condizioni di monitorare il decorso delle terapie e i percorsi di guarigione.
Per seguire passo dopo passo il medico, è consigliabile prendere appunti e segnare alcuni passaggi, così prima della fine del collegamento audio-video, è possibile formulare domande su aspetti poco chiari.

Buone pratiche per la televisita

Come si diceva, le visite mediche a distanza hanno ottenuto diffusione nel periodo della pandemia e sono destinate ad aumentare tenuto conto della situazione sanitaria generale, ma ai fini di una corretta conoscenza e quindi di un uso consapevole su larga scala, è necessario attivare alcune buone pratiche.

In primis, occorre sviluppare fiducia nei servizi della telemedicina in generale e delle televisite in particolare, in modo da favorire il processo di accettazione da parte dai pazienti, solitamente restii a modificare le proprie abitudini, soprattutto quando si tratta di problemi di salute. Il discorso vale in modo particolare con i pazienti anziani per i quali il processo di metabolizzazione potrebbe essere più difficile e lento.

Come ogni cambiamento, anche questo, va accompagnato da adeguati percorsi di formazione e informazione: il primo aspetto riguarda i professionisti che operano nel settore della sanità affinché acquisiscano le giuste competenze; il secondo attiene ai potenziali pazienti e a quanti sono già nella lista dello studio medico ed è finalizzata a rendere familiari le televisite.

Fil rouge tra medico-paziente, anche nelle visite a distanza, deve essere il contatto umano: il medico dovrà saper ascoltare le paure, le richieste e i dubbi del paziente e dovrà fornire risposte in maniera comprensibile, senza mai dimenticare che chi si rivolge a lui chiede rassicurazioni e assistenza.

a cura di Redazione CGM in collaborazione con Comunicazione Sanitaria
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Data: 21.07.2021

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