La gestione della diagnostica per immagini nel poliambulatorio

La Diagnostica per Immagini (DPI) ha avuto un enorme sviluppo negli ultimi anni ed è entrata in buona parte delle branche specialistiche. Per sfruttare al meglio i progressi dell’imaging digitale è necessario fare un salto di qualità anche nella gestione e nel trattamento dei dati.

La gestione della diagnostica per immagini nel poliambulatorio
diagnostica per immagini

Secondo una recente indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) e dell’Istituto Ixè circa la metà della popolazione ha dovuto sospendere, rimandare o rinunciare a cure, trattamenti ed esami diagnostici per l’emergenza coronavirus.

Le limitazioni agli spostamenti, il distanziamento e il timore di accedere alle strutture sanitarie hanno pesantemente condizionato lo svolgimento di visite, terapie ed esami, congelando le prestazioni non considerate di estrema urgenza.

Con l’allentamento delle misure di lockdown, si sta rapidamente recuperando il tempo perduto, specialmente sul fronte della prevenzione delle patologie oncologiche, osteo-muscolari e cardio-circolatorie, nel rispetto della sicurezza e tutelando le difficoltà dei soggetti più deboli come anziani, bambini e disabili.

Per rientrare nei parametri nazionali di corretta tutela della salute, secondo la Uecoop, si impone la riorganizzazione di “un sistema in grado di rispondere alla domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato”.

La centralità della sanità privata (accreditata e non)

In questo percorso di riallineamento agli standard di prevenzione nazionale, le strutture sanitarie private come centri diagnostici e poliambulatori sono chiamati a un ulteriore sforzo per venire incontro alle esigenze di salute dei pazienti.

Una strategia sicuramente vincente è quella di integrare le professionalità dei propri operatori sanitari con i vantaggi derivanti dalla costante evoluzione tecnologica che, anche in ambito sanitario ha introdotto profondi mutamenti, incidendo su tecniche, tempi, costi e organizzazione dell’intero settore.

Facciamo l’esempio della gestione di immagini diagnostiche tradizionali (a 2D) o quelle più evolute a 3D.
Qualsiasi centro medico, sia un poliambulatorio o un centro di fisioterapia e riabilitazione o di medicina dello sport, piuttosto che uno studio di chirurgia ambulatoriale, avrà necessariamente a che fare con la diagnostica per immagini.
Buona parte di queste strutture, per svolgere la propria attività, hanno la necessità di consultare (e pertanto di archiviare adeguatamente) radiografie, ecografie, tac o risonanze magnetiche.

Come rimediare a questa esigenza?


Un software gestionale per archiviare immagini e referti

La diagnostica è uno dei segmenti della medicina che ha subìto le maggiori trasformazioni negli ultimi anni. Lo sviluppo tecnologico ha rivoluzionato la Radiologia che da analogica si è evoluta verso una completa digitalizzazione.

In un contesto in cui l’esame viene effettuato in modalità digitale, appare logico utilizzare un adeguato software gestionale medico anche per l’elaborazione del referto, il trattamento dei dati del paziente, i sistemi di archiviazione.

Il sistema di CGM XMEDICAL, grazie all’integrazione con lo specifico modulo CGM X-Ray, consente il trattamento delle immagini diagnostiche di qualsiasi tipo e costituisce un concreto vantaggio competitivo.
Medici, infermieri e operatori di segreteria potranno occuparsi con grande semplicità dell’acquisizione, elaborazione e la conservazione di questi fondamentali esami.

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Sistemi e standard: facciamo chiarezza

Quando si parla del processo di digitalizzazione della diagnostica per immagini (imaging) bisogna tener presente che non ci riferiamo semplicemente ad una diversa modalità di archiviazione di esami eseguiti in maniera tradizionale; al contrario, parliamo di un complesso sistema di procedure e standard che si sono andati sviluppando negli ultimi decenni.

Per comprendere i reali vantaggi dell’imaging digitale è necessario esaminare rapidamente i componenti fondamentali di questi processi e dei relativi standard:

RIS

PACS

DICOM

WORKLIST

HL7

Il RIS (Radiological Information System) è un sistema di raccolta, gestione e distribuzione delle informazioni relative a tutte le fasi dell’esame diagnostico: prenotazione e accettazione del paziente, esecuzione dell’esame, refertazione e archiviazione dei referti.

Il PACS (Picture Archiving and Communication System) consiste in un sistema computerizzato per l’archiviazione digitale delle immagini radiologiche e la loro trasmissione e visualizzazione su workstation dedicate (generalmente su monitor ad altissima risoluzione), consentendo, tra l’altro, di consegnare al paziente le immagini digitalizzate su supporto informatico (CD o DVD) invece delle “classiche” lastre.

Il DICOM (Digital Imaging and COmmunications in Medicine) è uno standard utilizzato dalla maggior parte dei produttori di strumentazioni diagnostiche che definisce i criteri per la comunicazione, la visualizzazione, l’archiviazione e la stampa di informazioni di tipo biomedico quali ad esempio immagini radiologiche. Un file DICOM non comprende solo l’immagine, ma include molti altri dati: nome e cognome del paziente, tipo di scansione, dimensione dell’immagine e così via.

La Worklist o Modality Worklist (WML) è un flusso di lavoro di DICOM che rende disponibili le informazioni dei pazienti raccolte da un RIS eliminando, ad esempio, la doppia immissione dei dati e la possibilità di eventuali errori di digitazione.

L’HL7 (Health Level Seven) è un protocollo di trasmissione dei dati, garantisce quindi il corretto scambio di informazioni relative ai dati sanitari clinici e amministrativi tra sistemi diversi.

La gestione della diagnostica: il flusso dei dati

Ovviamente non è necessario per l’utente finale conoscere nel dettaglio queste componenti, ma è utile per comprendere i grandi vantaggi che un software gestionale che operi secondo questi standard può garantire.

Tutto diventa più semplice. In pratica: i dati inseriti per ogni paziente (dati anagrafici, prenotazioni, ecc.) vengono memorizzati nel RIS che, tramite i protocolli di trasmissione, trasferisce in modalità Worklist i dati ai dispositivi diagnostici che creeranno il file Dicom (contenente l’immagine diagnostica e tutti i dati del paziente) che sarà gestito dal Pacs.

L’operatore non dovrà reinserire manualmente i dati anagrafici del paziente perché Worklist consente di ottenere un trasferimento automatizzato tramite un protocollo standard supportato da tutti i maggiori produttori di dispositivi digitali di acquisizione.

Il sistema, ovviamente, può anche acquisire immagini DICOM da CD o DVD (ma anche in qualsiasi altro formato multimediale) che il paziente ha effettuato presso un altro centro. Il suo esame sarà gestito dal sistema tramite i dati identificativi contenuti nel file.

Imaging: innovazione tecnologica al servizio del paziente

I progressi nel campo della diagnostica costituiscono certamente un grande supporto alla professionalità dei medici nell’individuare le soluzioni migliori per la salute dei propri pazienti.
La digitalizzazione della diagnostica radiologica porta una serie di ulteriori vantaggi che è possibile sfruttare disponendo del giusto software gestionale.

CGM XMEDICAL, tramite il modulo CGM-X-RAY, integra qualsiasi device, dal piccolo dispositivo al grande macchinario di Medicina nucleare:

• Risonanza Magnetica

• Radiologia tradizionale (raggi X)

• Tomografia Computerizzata

• PET-TC

• Mammografia

• Densitometria ossea

• Ecografia

In un moderno centro di radiologia diagnostica questo potente software consente di ottimizzare il lavoro quotidiano riducendo tempi e costi e, al tempo stesso, migliorando la prestazione nei confronti del paziente.

Riepilogando il modulo CGM-X-RAY consente di:

• Integrare qualsiasi strumento diagnostico che produca immagini con lo standard DICOM.

• Acquisire e gestire le immagini di radiologia diagnostica disponibili in qualsiasi altro formato multimediale.

• Disporre di un’unica soluzione per l’acquisizione da macchina fotografica digitale o l’importazione di file e l’archiviazione delle immagini diagnostiche da CD o DVD del paziente.

• Editare immagini (intervenendo ad esempio su luminosità, contrasto, colore, ecc.), effettuare misurazioni e comparazioni.

• Personalizzare, da parte dello specialista, il modello di refertazione.

• Avere un unico archivio digitale con tutte le immagini diagnostiche dei pazienti.

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Acquisire, elaborare e conservare: rapidamente e in sicurezza!

Risultano evidenti i vantaggi di una soluzione che abbina alla facilità d’uso l’indipendenza dai vincoli delle case produttrici e la completa integrazione dei sistemi e degli standard più diffusi. In particolare:

• Semplificazione di acquisizione, elaborazione e conservazione dei risultati (anche delle immagini a tre dimensioni)

• Conservazione in sicurezza delle immagini per i tempi previsti dalla normativa vigente anche in caso di sostituzione delle macchine.

• Refertazione dinamica, personalizzata e veloce

• Inserimento automatico del referto nella cartella clinica del paziente

• Invio delle immagini ai pazienti

CGM XMEDICAL tramite le sue varie funzionalità e vantaggi è in grado di gestire l’intero processo che parte con la prenotazione dell’esame da parte del paziente, continua con la fase di accettazione, la gestione in sala d’attesa, l’effettuazione dell’esame (compresa la gestione magazzino degli eventuali materiali consumabili) che verrà poi refertato, validato con firma digitale, fatturato e archiviato.

Per un centro di diagnostica per immagini investire in tecnologia significa anticipare il futuro e farsi trovare pronto a qualsiasi sfida, come in questo momento di emergenza, ponendosi sempre di più al servizio del paziente.

a cura di Redazione CGM in collaborazione con Comunicazione Sanitaria