Investire nella sanità privata: come partire col piede giusto

Mentre la crisi economica sembra leggermente diradarsi, aprire un’azienda privata che si occupa di sanità può rappresentare un investimento con buone prospettive, anche in considerazione delle difficoltà delle strutture pubbliche nell’erogazione dell’assistenza al cittadino. Attenzione però ad impostare una corretta contabilità interna e a gestire i tanti adempimenti burocratici necessari.

Investire nella sanità privata: come partire col piede giusto
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La cura della salute è una delle poche necessità che, prima o poi, riguardano ognuno di noi. Nonostante in Italia ci sia un sistema di assistenza sanitaria pubblica che spesso viene annoverato tra i migliori al mondo, non sempre riesce a far fronte alla crescente richiesta di assistenza sanitaria e di accertamenti diagnostici. Il fenomeno delle “liste d’attesa”, sicuramente acuito dalla pandemia da Covid-19, costringe i pazienti ad attendere anche dei mesi per poter effettuare determinate prestazioni; per questa ed altre ragioni, sempre più cittadini decidono di rivolgersi a strutture sanitarie private.

Centri diagnostici, di riabilitazione e poliambulatori, sono certamente in grado di offrire un servizio pubblico alla comunità ma, ovviamente, sono a tutti gli effetti delle aziende e come tali vivono le dure leggi del mercato: devono erogare servizi di alta qualità, cercando di limitare i propri costi diretti e indiretti, devono preoccuparsi della concorrenza, dell’equilibrio finanziario e della remunerazione del capitale investito.

Qualsiasi imprenditore può decidere di occuparsi di sanità privata: non serve necessariamente essere medici per entrare in questo settore anche se l’appartenenza alla categoria professionale può essere di grande aiuto per comprendere certi meccanismi. D’altro canto quando è il medico ad aprire con propri investimenti una struttura sanitaria, per avere successo nell’attività, deve talvolta fare a volte i conti con una mentalità imprenditoriale non adeguata.

L’importanza dell’approccio imprenditoriale

Chi ha voglia di mettersi in proprio, dunque, può optare per questa attività dedicata alla salute che consente di dare un servizio alla comunità ottenendone un buon ritorno economico a patto di aver ben chiaro che si tratta, comunque, di un’attività d’impresa.
Si fa presto, infatti, a chiamarsi imprenditori. Ci sono imprese di tante dimensioni diverse e non fanno eccezione quelle sanitarie come i poliambulatori o i centri diagnostici. Non parliamo di studi medici con un paio di ambienti, ma di aziende con dipendenti, attrezzature e ingenti investimenti. Aziende che hanno la necessità di essere gestite da persone preparate, capaci di organizzare il lavoro altrui, di gestire le criticità, di navigare con disinvoltura tra i numeri.

Partire da un’efficiente gestione contabile

Si può avere un approccio manageriale per studi o per vocazione ma una cosa è certa: valutare correttamente le decisioni prese e prenderne continuamente di nuove non è un’attività semplice. E moltissimo dipende dai “numeri” e dalla loro interpretazione.
È allora di vitale importanza disporre di una contabilità interna all’azienda; un aspetto a volte sottovalutato, forse perché poco visibile e troppo spesso percepito solo come una serie di obblighi burocratici. La gestione autonoma della contabilità che un software gestionale sanitario riesce a garantire, è uno degli elementi che costituisce il motore stesso dell’attività e una grande opportunità per mantenere il controllo e poter operare scelte strategiche, consentendo di tenere il volante ben saldo sulla strada del successo.

Un errore da non commettere è quello di considerare la gestione contabile un semplice obbligo, utile solo al calcolo delle imposte. Lo scopo principale della contabilità di un centro polispecialistico o di qualsiasi altra struttura sanitaria privata è quello di valutare, elaborare, rappresentare e controllare le situazioni economiche e finanziarie legate alla gestione complessiva e fare controllo di gestione permette di acquisire (o incrementare) la lucidità e la capacità di valutazione dei valori in gioco, consentendo di prendere decisioni migliori e diventare un imprenditore più consapevole.

Chiunque ha un’azienda ha la necessità di tenere traccia di costi e ricavi durante l’anno, e non solo alla fine, quando potrebbe essere troppo tardi… Comprendere l’importanza e l’efficacia di gestire con un programma informatico come CGM XMEDICAL la funzione di contabilità all’interno della propria struttura, significa poter avere a disposizione, in ogni momento, i giusti dati per effettuare con tranquillità e tempestivamente importanti scelte aziendali, come l’acquisto di nuovi beni strumentali, nuove assunzioni o programmare le uscite per il pagamento delle imposte.

Nessun imprenditore di successo delegherebbe al proprio commercialista la gestione dell’azienda. Questo professionista, che rimane una figura indispensabile, oltre che per la redazione delle dichiarazioni dei redditi, dovrebbe ricoprire invece il ruolo di consulente nel campo fiscale e amministrativo.

Avere la consapevolezza della necessità di seguire la contabilità all’interno dell’azienda deve costituire un punto fermo prima ancora di affrontare le già complesse dinamiche organizzative, burocratiche, economiche e sociali che entrano in gioco all’avvio di una nuova attività nel settore della Sanità. Con la consapevolezza che sarà come avere un’arma superiore agli altri.

La burocrazia italiana in sanità

L’aspetto burocratico è il primo ostacolo che ci si trova davanti quando si decide di avviare una nuova attività e, ovviamente, questo accade anche per aprire un poliambulatorio. Non bisogna però pensare a difficoltà insormontabili, Il consiglio è di affidarsi a un professionista che possa interfacciarsi con la Pubblica Amministrazione per gestire le varie procedure necessarie.

Tra queste ne ricordiamo alcune che valgono su tutto il territorio nazionale:

• Istanza di apertura di partita Iva all’Agenzia delle Entrate
• Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio
• Conformità dei locali alle disposizioni di sicurezza igienico-sanitaria (Asl)
• Conformità dei locali alle disposizioni di sicurezza antincendio (Vigili del Fuoco)
• Richiesta di rilascio dell’autorizzazione all’apertura all’autorità competente (solitamente il sindaco, ma può variare da Regione a Regione).

È fondamentale dunque, prima di ogni altra cosa, informarsi sull’iter da seguire, perché non esiste una disciplina statale univoca. Ciò è dovuto al fatto che essendo la gestione della sanità una prerogativa delle Regioni, alla normativa nazionale spesso si aggiunge quella regionale con il risultato di avere tempi, costi e modi molto diversi.
I primi passi sono gli stessi per qualsiasi tipo di azienda. Si inizia con la procedura per l’apertura della partita Iva e, successivamente si dovrà effettuare l’iscrizione della nuova società nel Registro delle Imprese

Ovviamente bisognerà disporre di locali adeguati, da attrezzare per le visite o per gli eventuali esami diagnostici, che devono rispettare le norme antincendio e in materia di sicurezza, nonché quelle igienico-sanitarie. Ecco perché dopo aver presentato al Comune la Dichiarazione di Inizio Attività, ci saranno le ispezioni effettuate dai Vigili del Fuoco e dall’Azienda Sanitaria Locale.

Da ricordare infine che il Testo Unico Leggi Sanitarie (Tuls) prevede per l’apertura e l’esercizio di strutture sanitarie “complesse”, come poliambulatori e centri diagnostici, una speciale autorizzazione come riportato all’articolo 193 del Regio Decreto n° 1265 del 27 luglio 1934, modificato dal Dpr n° 854 del 10 Giugno 1955.

L’apertura non potrà avvenire prima di 30 giorni dalla presentazione della documentazione al Comune e comunque non prima di aver ottenuto i nullaosta delle ispezioni della Asl e dei Vigili del fuoco.

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Responsabilità e competenze: direttore sanitario e personale

La responsabilità di un poliambulatorio comprende due aspetti distinti: la gestione d’impresa e quella professionale. Le due competenze possono confluire nella stessa persona se, come è possibile, il titolare dell’azienda è un medico, in caso contrario è necessario anzitutto individuare un medico a cui affidare la direzione della struttura il quale, appunto, assumerà il ruolo di direttore sanitario. Lo impone la Legge n. 412 del 1991 che ricorda espressamente, inoltre, che deve essere un laureato in Medicina e Chirurgia, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione e iscritto all’Albo.

Questi requisiti sono necessari perché il direttore sanitario agisce, sottoposto al codice deontologico e al controllo dell’ordine, come garante della salute dei cittadini con il compito, tra gli altri, di “bilanciare” i legittimi interessi economici perseguiti dal titolare dell’impresa con gli interessi primari della salute del paziente.

Chiaramente oltre che per il direttore della struttura, è fondamentale che anche i collaboratori che vi lavorano abbiano i necessari requisiti professionali. Sia i medici sia gli infermieri devono aver conseguito la laurea e ottenuto l’abilitazione alla professione. Tutti devono essere coperti da una polizza assicurativa professionale e vanno naturalmente aperte le posizioni Inps e Inail per il trattamento previdenziale e assicurativo.

I medici non devono essere necessariamente dipendenti, anzi, la consuetudine è di stipulare contratti di collaborazione, dedicando solo determinate ore settimanali al poliambulatorio, continuando a esercitare la libera professione nei propri studi o lavorando in altre strutture sanitarie.

L’importanza di un software gestionale completo

Sarà banale, ma partire con il “piede giusto” in una nuova attività significa porre le basi per un futuro di successo. Ecco perché tra le cose da considerare per l’inizio di una nuova attività in ambito sanitario è l’adozione di un sistema gestionale completo, semplice e affidabile che possa garantire tutte le funzioni indispensabili per l’attività e la crescita dell’azienda. A cominciare da quelle funzioni di contabilità che consentono, come abbiamo visto, di orientare le scelte imprenditoriali da mettere in campo.

È proprio nelle delicate fasi iniziali, infatti, che è indispensabile curare in maniera certosina tutti gli aspetti dell’attività, dotandosi sin dall’inizio di una adeguata infrastruttura di rete, di supporti digitali, di provider affidabili, facilitando il lavoro e aumentando produttività ed efficienza, nonché la tranquillità nel gestire gli obblighi di redazione della documentazione relativa alla privacy (GDPR), dei dati e dei consensi informati dei pazienti.

L’utilizzo di un software gestionale integrato come CGM XMEDICAL costituisce un supporto fondamentale per qualunque realtà imprenditoriale in campo sanitario, permettendo a professionisti e collaboratori di risparmiare tempo, risparmiando all’amministrazione e alla gestione della struttura inutili carichi di lavoro, spesso ripetitivi, che rischierebbero di inceppare la macchina organizzativa e di aumentare il rischio di errore.

La nuova impresa lavorerà in maniera più serena potendosi dedicare completamente alla sua missione: la salute e la soddisfazione dei propri pazienti.

a cura di Redazione CGM in collaborazione con Comunicazione Sanitaria
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